Avete presente il classico campetto di periferia? Chi non ha mai giocato una partitella o un torneo rionale su uno di questi campi? Anche la nostra storia nasce così…
Un incrocio di destini di ragazzi con storie diverse, che li accomuna la stessa passione.
Bambini cresciuti insieme, tra la scuola e il campo, che una volta diventati ragazzi, non se la sono sentita di abbandonare la loro passione e neanche di abbandonare quel gruppo in cui sono cresciuti, quel gruppo che poi è diventato una squadra. Ora quella squadra ha un nome, si chiama A.S. Ammeto. La nostra è una, che prima di essere una squadra di calciatori, è una squadra di amici, e penso che al giorno d’oggi certi valori non trovano più spazio in questo sport, dove contano solo miliardi, sponsor e contratti televisivi.
Ufficialmente l’Associazione Sportiva Ammeto nasce nell’estate 2001, raccogliendo l’eredità di una squadra paesana che ha militato in diversi campionati amatoriali. Con il crescere dei giocatori, della passione di alcuni imprenditori locali, e sfruttando le infrastrutture del Parco Ammeto, si è deciso, dopo alcune riunioni, di iscriversi al campionato regionale di terza categoria. Memorabile la frase di Michele Bartolini, uno dei fondatori di questa realtà, che uscendo di corsa dalla sala polivalente del Parco gridò: -“Se faaaà!!! Se Faaaà!!!”.
Fu così che si innescò questo meccanismo che a distanza di quasi cinque anni ancora funziona perfettamente.
Il primo anno in terza categoria fu una vera e propria scarica di entusiasmo per tutta la cittadinanza,tutti gli ammetani sentivano questa squadra un po’ loro. Infatti grazie all’impegno di dirigenti, sponsor, tifosi, e soprattutto dei giocatori, alla fine dell’anno si è potuta festeggiare subito la promozione in seconda categoria, grazie al terzo posto raggiunto in campionato.
L’anno successivo è stato la conferma che, quando alla base di tutto c’è la serietà e allo stesso tempo la voglia di divertirsi, i risultati agonistici continuano a venire. Considerata una squadra condannata alla retrocessione, sia dagli avversari che dagli addetti ai lavori, la matricola Ammeto spiazzava tutti, viaggiando per tutto il campionato ai vertici della classifica, purtroppo però non riuscendo a qualificarsi per i play off.
Gli anni a seguire hanno visto tanti cambiamenti, sono cambiati allenatori, dirigenti, giocatori, e un po’ a causa di tutte queste situazioni, un po’ per altri motivi, i risultati sul campo sono venuti un po’ a mancare,sfiorando a volte la zona play out. Ed è proprio in questi momenti che si vede se una squadra è veramente unita e determinata. L’Ammeto non è stato da meno, come si dice… “quando il gioco si fa duro…i duri cominciano a giocare”; così è stato, la squadra è riuscita sempre a salvarsi, a volte proprio nelle ultime partite. Memorabili le partite contro la polisportiva Fratta Todina, vinta per 1 a 0, e la goleada dell’anno successivo contro il San Martino in Colle vinta 4 a 1, rispettivamente dirette concorrenti delle stagioni 2003/04 e 2004/05.
Purtroppo non sempre accade di fare le scelte giuste, poi quando ci si mettono in mezzo sia la sfortuna,sia episodi sfavorevoli, ecco che succede, il dramma. Infatti, nella stagione 2006/07, si sono susseguiti diversi problemi sia tecnici che dirigenziali, dopo aver cambiato 3 allenatori, con il problema dei fuoriquota risolto solo nel finale di stagione, e con squalifiche più o meno gravi, il risultato è stato l’ultimo posto con la conseguente retrocessione nella terza categoria. Tuttavia la squadra e la società non si sono persi d’animo, riconfermando in blocco tutti i giocatori più qualche innesto, la squadra ha subito centrato la promozione grazie alla vittoria del campionato di terza categoria. Nell’anno del ritorno nella seconda categoria, tanti ci davano per spacciati gia ad’ inizio stagione mentre con una serie incredibile di successi anche al cardiopalma, l’Ammeto arriva fino in fondo a giocarsi il campionato contro lo schiavo, purtroppo perdendo la volata finale all’ultima giornata, tuttavia l’Ammeto dimostrava di essere superiori negli scontri diretti con i rivali dello Schiavo avendoli battuti si all’andata si al ritorno, va ricordata la vittoria per 3 a 2 in rimonta negli ultimi 3 minuti. L’Ammeto accede comunque sia ai playoff per la prima volta nella sua storia uscendo pero nelle semifinali contro il Piccione.
Anche quest’anno tutta l’A.S. Ammeto ha voluto rinnovare la scommessa, sfidando le squadre del comprensorio, cercando di finire un altro anno all’insegna del divertimento, e dell’amicizia che lega tutti noi.
Forse la nostra non sarà una storia gloriosa come quella del Grande Real, o vincente come quella del Grande Torino, ma quando vedi quel gruppo di ragazzi che dieci o addirittura venti anni fa, correva, tirava e vinceva in quel campetto di periferia e che oggi si ritrova tutto unito, sempre con lo stesso obbiettivo e con la passione di un tempo, a correre, a tirare e a vincere, capirai anche tu qual è l’entusiasmo che caratterizza questa piccola realtà, quella realtà chiamata Ammeto!
P.P.